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Storia dell’ILA Industria Laniera Abruzzese

Taranta Peligna

La storia della lavorazione della lana nella Valle Aventino ha origini antiche. L’industria laniera locale si sviluppa con la produzione dalla “mantella”, il robusto copriabito impermeabile utilizzatato dalle milizie dall’esercito borbonico. L’indistruttibile panno di lana infeltrito, veniva prodotto nelle gualchiere di Taranta Peligna, paese dal quale deriva il nome: “Tarantina”.

I.L.A. Industria Laniera Abruzzese

Il nostro marchio nasce nel 1870. a Taranta Peligna
. 
Sulle rive del fiume Aventino.
Nel 1912 viengono richieste le autorizzazioni per l’utilizzo delle acque del fiume Aventino per la produzione di energia elettrica.
Il 22 febbraio del 1915 viene costruito l’antica fabbrica sulle rive del fiume, oggi un interessantissiomo sito di archeologia industriale perfettamente conservato.
L’intero edificio è stato realizzato con la prietra della Maiella.

Antiche Vasche

La prima delle lavorazioni realizzate nello stabilimento era il lavaggio della materia prima. Nella foto il sistema di vasche utilizzato per lavare la lana durante buona parte del secolo scorso.

La seconda fase di lavorazione consisteva nella crazione del “vello”. Queste le macchine utilizzate per la creazione del velo di lana (vello) col il quale veniva assemblato lo “stoppino”, una corda rudimentale formata da fibre di lana.
Curiosità: San Biagio, patrono di Taranta Peligna è protettore dei “lanaiuoli” e dei “cardatori di lana”. Il santo subì inenarrabili sofferenze infertegli con pettini di ferro molto simili agli strumenti utilizzati per “cardare la lana“.

Lo stoppino veniva lavorato nel “filatoio continuo”. La ridimentale corda subiva lo “stiro” e la “torcitura”. Si formava così il filato di lana.
Oggi questa lavorazione viene eseguita a Lanciano presso il Lanificio F.lli Bianco nostri partner nel progetto.

Ritorcitrice


Queste macchine erano specializzate ad accoppiare e ritorcere il filato di lana, in questo modo si ottenere uno speciale filato più robusto, il “ritorto”, la base della tessitura delle nostre coperte.



Orditoio

In questa fase della lavorazione piuttosto complessa, venivano sapientemente predisposti i 3600 fili di lana “ritorto”, necessari per la realizzazione dell’ordito che intrecciato al ritorto di trama creano la Coperta di Taranta.

Tessitura

Il movimento dei fili di ordito della Coperta Abruzzese viene gestito da macchine “Jacquard“. Sono state le prime macchine ad essere state guidate da un sistema binario. Ancora oggi continuano a tessere le nostre coperte.

 

1950


Questa foto storica ritrae alcuni lavoratori del lanificio Lanificio Vincenzo Merlino. La trovereta anche sulla nostra pagina facebook, fra le foto storiche. Sono gli operai dello stabilimento in un momento di sosta.

Oggi

Stabilimento di Taranta Peligna.
“Mille Coperte Merlino” è un’idea, Riconosciuta dal GAL Maiella Verde fra i “Progetti di comunità” si propone di assicurare negli anni la produzione della storica coperta e conservare la tradizione di una lavorazione tipicamente locale.