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Storia del progetto

Lana e Taranta

Lana e Taranta

Bisogna andare indietro nel tempo per capire il legame di Taranta Peligna con la lana. “1564 DIE 25 9BRIS FO PRINCIPIATO EL CAMPANILE”, è incisa questa frase sulle pietre al lato del celebre portale ligneo di San Biagio e ancora: “A-D- 1616 – A TEMPO DI GIRONIMO MORLINO SE FINITO CAMPANILE”. Qualche secolo dopo il paese fornì le mantelle di panno di lana all’esercito borbonico, “le tarantine”, il nome conserva il luogo di provenienza. Negli anni “70 lavoravano nel Lanificio oltre 100 persone, si produssero 200mila coperte in un solo anno. Ancora protagonisti in tempi recenti, gli abiti indossati dagli internati nel campo di concentramento, attori nel film: “La vita è bella” di Benigni, sono stati tessuti nel Lanificio di Taranta. Oggi, fra crisi e “dissesto” del tessile italiano, si realizzano poco più di 200 coperte l’anno. L’intervento che condividiamo punta alla rigenerazione delle attività produttive legate alla lavorazione della lana e allo sviluppo delle iniziative turistiche e culturali che ne traggono benefici. La storica filiera della lana, con il lavaggio delle pecore a “Salto” nel fiume Aventino, la tosatura, la monticazione delle greggi e la lavorazione del filato, trovava il suo apice nella produzione della “coperta abruzzese”. Le greggi non vengono più dalle Puglie e dei milioni di pecore che transumavano sulla Maiella, oggi Parco Nazionale, non rimangono che pochi capi. La lana, per secoli identità di questo territorio, resta nella memoria storica della comunità e nell’ILA – Industria Laniera Abruzzese che compie oggi 150 anni dalla sua fondazione. L’azienda è testimone dello sviluppo industriale locale e custode di conoscenza. Conservare questa memoria è un dovere che abbiamo verso le nuove

Storia dell’ILA Industria Laniera Abruzzese

Storia dell’ILA Industria Laniera Abruzzese

Taranta Peligna La storia della lavorazione della lana nella Valle Aventino ha origini antiche. L’industria laniera locale si sviluppa con la produzione dalla “mantella”, il robusto copriabito impermeabile utilizzatato dalle milizie dall’esercito borbonico. L’indistruttibile panno di lana infeltrito, veniva prodotto nelle gualchiere di Taranta Peligna, paese dal quale deriva il nome: “Tarantina”. I.L.A. Industria Laniera Abruzzese Il nostro marchio nasce nel 1870. a Taranta Peligna
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Sulle rive del fiume Aventino.Nel 1912 viengono richieste le autorizzazioni per l’utilizzo delle acque del fiume Aventino per la produzione di energia elettrica.Il 22 febbraio del 1915 viene costruito l’antica fabbrica sulle rive del fiume, oggi un interessantissiomo sito di archeologia industriale perfettamente conservato.L’intero edificio è stato realizzato con la prietra della Maiella. Antiche Vasche La prima delle lavorazioni realizzate nello stabilimento era il lavaggio della materia prima. Nella foto il sistema di vasche utilizzato per lavare la lana durante buona parte del secolo scorso. La seconda fase di lavorazione consisteva nella crazione del “vello”. Queste le macchine utilizzate per la creazione del velo di lana (vello) col il quale veniva assemblato lo “stoppino”, una corda rudimentale formata da fibre di lana.Curiosità: San Biagio, patrono di Taranta Peligna è protettore dei “lanaiuoli” e dei “cardatori di lana”. Il santo subì inenarrabili sofferenze infertegli con pettini di ferro molto simili agli strumenti utilizzati per “cardare la lana“. Lo stoppino veniva lavorato nel “filatoio continuo”. La ridimentale corda subiva lo “stiro” e la “torcitura”. Si formava così il filato di lana.Oggi questa lavorazione viene eseguita a Lanciano presso il Lanificio F.lli Bianco nostri partner nel progetto. Ritorcitrice
 Queste macchine erano specializzate ad accoppiare e ritorcere il filato di lana, in questo modo si ottenere uno speciale filato più robusto, il “ritorto”, la base della tessitura delle nostre coperte.

 Orditoio In questa fase della lavorazione piuttosto complessa, venivano sapientemente predisposti i 3600 fili di lana “ritorto”, necessari per la realizzazione dell’ordito che intrecciato al ritorto di trama creano la Coperta di Taranta. Tessitura Il movimento dei fili di ordito della Coperta Abruzzese viene gestito da macchine “Jacquard“. Sono state le prime macchine ad essere state guidate da un sistema binario. Ancora oggi continuano a tessere le nostre coperte.   1950
 Questa foto storica ritrae alcuni lavoratori del lanificio Lanificio Vincenzo Merlino. La trovereta anche sulla nostra pagina facebook, fra le foto storiche. Sono gli operai dello stabilimento in un momento di sosta. Oggi Stabilimento di Taranta Peligna.“Mille Coperte Merlino” è un’idea, Riconosciuta dal GAL Maiella Verde fra i “Progetti di comunità” si propone di assicurare negli anni la produzione della storica coperta e conservare la tradizione di una lavorazione tipicamente

Tosatura con Nunzio

Tosatura con Nunzio

5 marzo 2020 Qualche giorno prima del lockdown Siamo andati da Nunzio Marcelli l’eclettico allevatore noto al grande pubblico per aver lanciato la campagna “Adotta una pecora” . Si legge nel sito de “La porta dei parchi”: L’obiettivo della Cooperativa era quella di recuperare un concetto tradizionale di allevamento, vale a dire estensivo, biologico, recuperando razze rustiche locali, a triplice attitudine, reputando che in tal modo sarebbe stato possibile valorizzare le poche risorse naturali della zona. Possiede un buon numero di pecore, razze miste ma con una buona percentuale di sopravissane e di gentile di puglia che danno una lana idonea a produrre un filo morbido ma resistente adatto a tessere le nostre coperte. Nunzio è un amante degli animali, da lui vivono bene, pensa a come salvaguardarne le caratteristiche e come ottenere dei buoni prodotti rispettando l’ambiente e la sostenibilità. Fornisce la lana al Lanificio Bianco che produce filato per la coperta abruzzese ed è nostro partner in questo progetto. In primavera organizza la “Festa della tosatura” ad Anversa degli Abruzzi. Anche Mille Coperte Merlino vuole creare un evento a Taranta nel 2021 con lo stesso

Merlino Project

Merlino Project

Un iniziativa propedeutica a “Mille Coperte Merlino” fu proposta sul nostro sito qualche anno fa: Merlino Project. Stimolati dall’interesse dei media nazionali e locali verso la nostra realtà, travolti dai tantiissmi messaggi ricevuti dopo l’articolo de: L’abruzzese fuori sede, decidemmo di attrezzare il sito web per comunicare meglio con i nostri follower e ricevere delle proposte di collaborazioni più dettagliate. Tantissimi i feedback. Chi voleva vendere le coperte Merlino in Alaska e Canada e chi voleva competere con il tessile cinese.Molte delle mail ricevute erano invece frutto di riflessioni più attente. Una ragazza francese voleva realizzare dei “Petit bateau”, delle sciarpe che avvolte intorno al corpo della madre sono salutari per il trasporto del neonato. Un articolo molto in voga nel nord dell’Europa. L’idea univa la cura per il particolare nella realizzazione del manufatto, la purezza della lana abruzzese e il valore che il marchio Merlino avrebbe potuto aggiungere. Un altro progetto molto interessante, questo si è concretizzato, è quello di due studenti di origine abruzzese che ci scrivono: IKEA ha chiesto alla mia università IED (Istituto Europeo di Design di Milano) di sviluppare un progetto… Un altro punto forte è  la personalizzazione delle tasche, che sono state realizzate da scarti di tessuto presi dal vostro laboratorio che gentilmente Gaetano mi ha dato, o che abbiamo realizzato noi filando la carta di un vecchio catalogo IKEA … Questo permette a M. di differenziarsi dagli altri prodotti IKEA, in quanto ogni grembiule rispecchierà l’identità e la personalità originale di ogni persona che lo indossa….. Per i vostri 150 anni non so cosa avete in mente di fare, mi piacerebbe saperne di più. A me e L. farebbe piacere presentare il modello del progetto, raccontarlo ed esporlo curando tutta la parte grafica e di allestimento del nostro progetto all’interno del vostro evento. Una ditta di Milano voleva portarci in un “temporary shop” dentro il museo Guggenheim a New York. Una compagnia teatrale voleva realizzare uno spettacolo dentro i nostri locali di produzione, un gruppo che fa musica blues è venuto a registrare il nuovo disco fra le nostre macchine tessitrici (https://www.youtube.com/watch?v=Exs1-BMckA0 ). C’è chi ci scrive: Mi presento, il mio nome è M. D. G., ho 23 anni. Studio Giurisprudenza in Florida, precisamente a Fort Myers, ma sono nato e vissuto a Chieti per tutta la mia vita.Ho visto il servizio su Facebook postato da Rai 3 e “L’abruzzese fuori sede.”Vi vorrei aiutare a far continuare la tradizione.__________________ Sono dell’Aquila, ma, come dicevo, da tre anni studio fashion design al Polimoda di Firenze.  Il Polimoda è, secondo le ultime classifiche, la sesta scuola di fashion design del mondo. Siamo abituati a cercare materiali ricercati, nuovi o tradizionali usati in modo alternativo e a conoscere i tessuti fino dalla prima fase di lavorazione. Io sono molto legata alla mia terra abruzzese e leggendo l’articolo sul suo lanificio e sulla sua antica storia, mi è venuto il desiderio di visitare la sua fabbrica e di scoprire di più sulle sue lane.__________________ Mi dicono che la fabbrica sta’ chiudendo che non ci sono piu’ operai ..non ci posso credere..quelle coperte sono meravigliose..io sono pronta a trasferirmi e a lavorare a cambio di vitto e alloggio per rilanciare l’attivita’. Parlo 5 lingue e ho vissuto all’estero fino ad ora e vorrei tornare in Italia con mio figlio. La prego di farmi sapere. Grazie__________________ Presso questa università faccio parte di un programma che si chiama “RUNWAY program”, il quale permette a giovani volenterosi con una idea imprenditoriale di sviluppare un business plan gratuitamente, usufruendo di consigli di Professori ed Imprenditori della zona. Il programma è una sorta di incubatrice per idee imprenditoriali. La mia idea è quella di pianificare un piano imprenditoriale per l’export di queste coperte nel Nord America, Canada e Alaska. Di qualche giorno fa:Spett.le Lanificio Merlino,Gentile Gaetano Merlino, Sono M. I., laureanda in “Design for the Fashion System” al Politecnico di Milano, nata a Teramo. Le scrivo in quanto ho appena avviato una tesi di ricerca basata sulla tradizione artigianale della coperta abruzzese; trattasi di un progetto design driver legato alla rivalorizzazione, all’attivazione di determinate conoscenze e saperi che abbiano delle ricadute sul territorio e ho scelto di prendere in esame proprio il Suo lanificio…  Mille Coperte Merlino si pone come obbiettivo l’apertura degli spazi alle idee, allo sviluppo delle

L’Abruzzese fuori sede

L’Abruzzese fuori sede

Era il 18 febbraio del 2018La mitica pagina facebook de “L’Abruzzese fuori sede” pubblica questo post: ( https://bit.ly/32circL ) SavetheCopertaAbruzzese: un minuto del vostro tempo per leggere lo splendido messaggio di Francesco Salvatore, perché le tradizioni sono importanDi… “Ciao ti scrivo dopo un acquisto e una riflessione fatta qualche mese fa. Durante le vacanze di Natale ero a casa in Abruzzo con la mia compagna che è di Mantova. Facendo una passeggiata per Sulmona la mia compagna si ferma davanti ad un negozio di coperte estasiata dalla bellezza di alcune di esse. Le dico che sono le coperte di Taranta Peligna, in pura lana abruzzese, un’importante tradizione regionale. Ormai la mia compagna era innamorata per cui decido di portarla a Taranta per acquistare una coperta. Ciò che ho scoperto arrivato al paese mi ha lasciato l’amaro in bocca ed è anche il motivo per cui ti scrivo. A Taranta è rimasta un’unica persona che produce ancora le coperte, lo fa praticamente per hobby; la sua azienda (il lanificio Vincenzo Merlino) sta chiudendo in seguito alla crisi. Nessuno compra più questi capolavori perché ormai le persone comprano i piumoni Ikea a 20 euro. Dopo che anche questa persona avrà smesso di produrle perderemo una parte di storia e una grande eccellenza della nostra regione. Noi abbiamo deciso di comprarne due per portarci a Milano un pezzo di storia della nostra regione prima che non se ne trovino più. Sono realmente un’opera d’arte, ovviamente sul letto Ikea ci va larghe essendo una coperta pensata per i letti abruzzesi 😀. Morale della favola: ti scrivo perché considerando il seguito della pagina magari qualcuno s’arisveje e ci pensa che si sta facendo morire una tradizione…” Il 6 giugno del 2018 pubblica questo post: ( https://bit.ly/321oWiu ) Qualche tempo fa, su questa pagina, condividemmo un messaggio di un ragazzo (Francesco Salvatore) che parlava delle storiche coperte abruzzesi Merlino, azienda in crisi da anni e prossima alla chiusura.Il post divenne “virale”: arrivarono centinaia di foto di sta coperta, ne parlarono i giornali, ne parlò il TG3 nazionale con un servizio, il sito dell’azienda andò in tilt per i troppi accessi.Oggi mi è arrivata questa mail di Gaetano Merlino, che è un punto d’arrivo, ma anche un punto d’inizio. La condivido con voi perché – indubbiamenDe – il merito è soprattutto vostro, e fa onore a tutto l’Abruzzo:“Grazie Abruzzese fuori sede per averci fatto scoppiare il sito.Grazie per la sensibilità di Francesco Salvatore.Grazie per le telefonate, le mail, i post, i commenti.Grazie a voi tutti per avere svegliato l’orgoglio abruzzese che covava sotto le Coperte Merlino!Abbiamo rinnovato il sito (https://www.copertemerlinotaranta.it/), aperto una pagina facebook (https://www.facebook.com/copertemerlino) e un profilo instagram (https://www.instagram.com/copertemerlino/).Abbiamo aperto due spazi di discussione e d’incontro.Il primo spazio: “Merlino project” è virtuale. Attraverso il sito web e i canali social raccoglieremo idee e discuteremo sul futuro della Coperta Abruzzese.Il secondo spazio: “Una coperta per Te”, è reale.Il sabato si può visitare l’azienda, su prenotazione, per poter vedere, toccare le nostre coperte mentre scorrono nel telaio.Un incontro diverso con Taranta Peligna, il Parco della Maiella, l’Abruzzo.Due piccole iniziative per prepararci ai 150 anni di Coperte Merlino.Grazie abruzzesi, in sede e fuori sede, per il vostro sostegno.Gaetano Merlino”