Skip links

A che punto siamo

Mille Coperte Merlino, quali sfide? Intervista a Gaetano Merlino e Fernando Carapella


Mille Coperte Merlino, quali sfide? Intervista a Gaetano Merlino e Fernando Carapella


La Comunità di Progetto Mille Coperte Merlino vuole diventare punto di riferimento della lavorazione della lana in Abruzzo, valorizzare la coperta abruzzese e il suo contesto produttivo ovvero il territorio di Taranta Peligna. Abbiamo intervistato Gaetano Merlino, il promotore del progetto, e Fernando Carapella, referente della Comunità, per conoscere meglio il progetto Mille Coperte Merlino. Gaetano Merlino è il proprietario di uno degli ultimi lanifici d’Abruzzo, Vincenzo Merlino. Fondato a Taranta Peligna nel lontano 1870, questo storico lanificio lega il suo nome alla famosa coperta abruzzese. Fernando Carapella, collabora da diversi anni con Gaetano Merlino e si occupa della comunicazione digitale del lanificio, in particolare dell’e-commerce. Come e perché nasce il progetto?Abbiamo deciso di costituire questa comunità per dare continuità a una serie di attività intraprese dal lanificio Vincenzo Merlino, insieme ad alcuni operatori turistici del territorio, già da qualche anno. Lo stimolo forte è arrivato con un post “virale” della pagina Facebook “L’abruzzese fuori sede” che pubblicando integralmente una lettera di appello sul rischio di chiusura del nostro lanificio, uno degli ultimi d’Abruzzo, ha dato visibilità e risalto mediatico alla nostra realtà.Così sono arrivate tante forme di supporto e sostegno con proposte per valorizzare il nostro prodotto simbolo, la coperta abruzzese, e portare avanti una storia, una cultura e una tradizione secolare di Taranta Peligna, quella della lavorazione della lana.Ci siamo inseriti nell’iniziativa del Gal Maiella Verde mettendo insieme una prima idea di progetto, il Comune l’ha fatta sua, così come gli altri portatori d’interesse presenti sul territorio, e abbiamo dato vita alla Comunità di Progetto. Coperta di Taranta, quali sono le sue peculiarità?Taranta Peligna ha una lunga e importante tradizione nei filati di lana che condivide con tutta l’area circostante, quella del versante orientale della Maiella, e in particolare i paesi di Palena, Lama dei Peligni e Fara San Martino. Il fiume Aventino, che attraversa questi territori, ha sempre garantito un’alta concentrazione di acqua che ha favorito storicamente la lavorazione della lana.A dare il loro contributo anche le materie prime, non solo la lana, ma anche il legname per le caldaie delle tintorie, le erbe per colorare i tessuti. E poi la transumanza che attraverso i tratturi ha incoraggiato un proficuo scambio nel tempo. Tutte queste condizioni hanno permesso il consolidamento di una serie di attività legate al tessile. Taranta Peligna, in particolare, lega il suo nome alle “tarante”, stoffe di lana rozza nera realizzate con le gualchiere e utilizzate per le mantelline dell’esercito borbonico.La famosa coperta abruzzese, immancabile nei corredi familiari, contraddistinta dalle frange colorate e dalle decorazioni floreali o geometriche con motivi mediorientali, entra in scena nell’800 e conosce la sua fama con il diffondersi dei lanifici, nell’area dell’Aventino, dopo la rivoluzione industriale.All’inizio del secolo scorso Vincenzo Merlino ha “reinventato” la coperta abruzzese con elementi decorativi diversi dai classici floreali, gli angeli, che sono diventati il marchio distintivo del lanificio. Quali sono gli obiettivi del progetto?Il lanificio Merlino vuole essere punto di riferimento e testimonianza per la lavorazione della lana e la produzione della coperta abruzzese. Vogliamo allestire una struttura museale, uno spazio da visitare in termini di accoglienza turistica, un luogo eletto all’incontro e alla formazione. Inoltre attraverso la Comunità ci proponiamo di dare nuovo impulso a quella che a Taranta, un tempo, era la filiera della lana. Quali sfide?Far confluire e interagire i diversi interessi quindi la componente culturale, turistica e produttiva. Per accogliere i turisti nel lanificio è indispensabile avere il prodotto, mettere in funzione i macchinari utili anche per mostrare la produzione della coperta. E’ importante continuare a realizzare questa coperta perché custode di saperi, cultura e tradizione. Dietro alla coperta c’è tutta una storia che va ricostruita e testimoniata.  Se la coperta abruzzese scompare è inutile visitare lo stabilimento e quindi investire in questo senso. Come vi siete organizzati? Chi aderisce alla Comunità di Progetto?Aderiscono alla Comunità di Progetto il lanificio Vincenzo Merlino, il Comune di Taranta Peligna, il Parco Nazionale della Majella, il Lanificio Bianco, l’ITS Algeri marino di Casoli, Edizione Menabò con la rivista D’Abruzzo, la Coop. ASCA Porta del Parchi di Anversa degli Abruzzi, diversi operatori turistici, alcune scuole e dovrebbero arrivare altre adesioni nei prossimi giorni. Operativamente? Quali azioni concrete state implementando?Abbiamo redatto un documento preliminare e, come Comunità, ci stiamo confrontando.  Tutti i portatori d’interesse stanno dando il loro contributo, anche per i contenuti del sito, in quanto è un progetto di condivisione. Tra le azioni che vogliamo intraprendere nell’immediato ci sono gli itinerari turistici da strutturare con gli operatori presenti sul territorio e in quest’ottica prepararsi all’accoglienza. Vorremmo mettere a punto un format di visita presso il lanificio che sia spendibile non solo per l’operatore turistico che fa tappa con il suo gruppo, ma anche per chi è semplicemente di passaggio sul territorio. Per promuoverci è necessario prevedere anche un minimo di investimento nella comunicazione, soprattutto digitale.  Quali risultati volete raggiungere da qui a un anno? E come si potranno “visualizzare” concretamente?Tra un anno ci vediamo con una struttura pronta per accogliere un gruppo di turisti o una scuola, un luogo dove poter fare un’esperienza e quindi vedere la produzione della coperta abruzzese, toccarla con mano e comprendere quello che è il contesto e il tessuto storico e culturale che c’è dietro questo prodotto. Un altro traguardo che ci piacerebbe raggiungere è legato alla riattivazione della filiera della lana in loco: attualmente tutte le attività connesse, come il lavaggio, la tintura, avvengono altrove; quindi è necessario riportare tutto qui a Taranta, magari con un piccolo impianto che permetta di tenere viva la filiera. Un’operazione di questo tipo mira anche a tramandare questa cultura, a generare un’economia locale. Naturalmente per raggiungere questo traguardo è importante garantire che ci sia un minimo di produzione e stimolare il turismo.Tra le altre cose sarebbe interessante mettere su un archivio storico dedicato alla lavorazione della lana, perché sono davvero tanti i documenti rivenuti che raccontano e testimoniano questa attività secolare di Taranta

Webinar – 1

Webinar – 1

La candidatura del progetto presso il GAL Maiella Verde è avvenuta nella sezione di maggio. Il giorno 27 Maggio 2020 c’è stato il primo incontro online del Comitato di Coordinamento della Comunità di progetto “Mille Coperte Merlino”. Erano presenti: Gaetano Merlino (Lanificio Merlino) Giovanni Paolo Rosato (Sindaco Comune di Taranta Peligna) Fernando Carapella – Referente Tecnico del Progetto (GraffitiWeb) Antonio Corrado (Abruzzo Avventure) Barbara Dalla Costa (Operatrice turistica) Emanuele Di Marco (Majexpirience) Luigia Di Sciullo (Stop&go) Bruno Coletta (Referente del GAL)  Carlo Ricci (Referente del GAL)  Si è discusso di linee progettuali e condivisione del piano di lavoro per l’elaborazione del Progetto Integrato. Fernando Carapella, ha illustrato il contesto di riferimento, lo stato di fatto della produzione della coperta abruzzese oggi e gli obiettivi prioritari che il progetto si prefigge di raggiungere attraverso delle azioni specifiche: _Intraprendere un percorso di crescita professionale che guidi la comunità di progetto a predisporre un piano di impresa spendibile per consolidare la produzione; _Trasformare gli spazi produttivi del lanifico in un hot spot turistico, percorso museale e didattico, luogo di incontro e formazione, aperto a tutti. _Attivare delle azioni di sensibilizzazione della pertership e per il coinvolgimento degli investitori appartenenti alla filiera della lana, del turismo e della cultura. Gaetano Merlino ha condivise le line programmatiche contenute nel progetto sia per quanto riguarda la produzione che la trasformazioni degli spazi in ambienti museali. Dopo una discussione su singoli argomenti, i partner presenti hanno condiviso le lineee di progetto. Carlo Ricci (GAL) ha illustrato le linee guida dell’azione “Rigenerazione territoriale” e le strategie specifiche che il GAL ha predisposto in un piano di azioni prossime, per accompagnare le “comunità di progetto” nella realizzazione del progetto integrato. Bruno Coletta (GAL) ha chiarito alcuni aspetti tecnici sulla redazione del progetto soffermandosi sull’importanza della comunicazione attraverso il sito web.